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Presentazione

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ETHNORÊMA
Lingue, popoli e culture

Rivista annuale dell’Associazione Ethnorêma

ISSN 1826-8803

Periodico registrato presso il Tribunale di Tortona (AL), Autorizzazione 1/05 del 28/10/20

Direttore responsabile: Moreno Vergari

Comitato di redazione: Danilo Faudella, Paola Giorgi, Marco Librè, Mauro Mainoli, Barbara Rolleri, Moreno Vergari, Roberta Zago.

Comitato scientifico: Giorgio Banti (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”), Gianni Dore (Università di Venezia “Ca’ Foscari”), Aaron Hornkohl (University of Cambridge), Gianfrancesco Lusini (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”), Brian Migliazza (SIL International), Massimo Zaccaria (Università di Pavia).

Valutazione ANVUR: Classe A (Area 14/B2)* 

La scrittura è senz’altro una delle forme più importanti di comunicazione. Lo scritto rimane, dicevano i latini. Ma quando nasce la scrittura? Per quale motivo? Non lo sappiamo con esattezza e varie sono le ipotesi, destinate a rimanere tali. Possiamo però guardarci indietro, e scoprire che ci viene detto quando sarebbe nato il segno, inteso come elemento portatore di messaggio. La storia è quella biblica di Caino e Abele. Caino uccide suo fratello Abele e Dio lo condanna a vagabondare per una terra che gridava per il sangue innocente che aveva dovuto accogliere. Caino ritiene la condanna troppo dura ed è spaventato dall’idea che chiunque lo incontri lo possa a sua volta uccidere. Allora “il Signore mise un segno (’ot in ebraico, semeion in greco) su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse” (Genesi 4:15). Il primo segno della storia avrebbe quindi portato un messaggio a tutti i popoli, invitandoli a non fare le proprie vendette, a non alzare le mani su un altro uomo, nemmeno su un assassino.
Non sappiamo cosa fosse quel segno. Una scritta? Un disegno? Poco importa. Quello che conta è che era chiaro a tutti e che indicava una parola o un oggetto (un rhêma) che serviva da messaggio per il popolo (l’ethnos).
A questo dovrebbe servire la comunicazione, in ogni sua espressione, a diventare un mezzo di relazione positiva tra gli uomini. Anche un mezzo di riflessione che produce un’azione. Purtroppo sappiamo che spesso così non è, perché non si è capito e seguito il modello e il significato di quel primo segno.
Noi vorremmo, attraverso gli articoli di questa rivista, conoscere un po’ di quello che è espressione dei popoli, per cercare di capire. Sia che si tratti di un aspetto linguistico, di una tradizione popolare, di una pagina di storia o quant’altro. Vorremmo quindi che chi scrive non abbia solo conoscenze tecniche, ma anche occhi per vedere, orecchi per sentire e voglia di imparare dall’altro, per poi trasmettere quanto appreso.
La rivista vuole essere solo uno degli aspetti dell’opera di Ethnorêma, che è principalmente la promozione culturale. Vari di noi lavorano spesso ‘sul campo’, vagabondando tra lingue, popoli e culture. Molti si legano alle situazioni e ne nascono relazioni, affetti e azioni concrete.
Questo è lo scopo, il segno che vorremmo lasciare.

*  Le riviste di classe A sono quelle, dotate di ISSN, riconosciute come eccellenti a livello internazionale per il rigore delle procedure di revisione e per la diffusione, stima e impatto nelle comunità degli studiosi del settore, indicati anche dalla presenza delle riviste stesse nelle maggiori banche dati nazionali e internazionali.

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