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Progetto Ogiek

PROGETTI 

Sviluppo socio-economico, salvaguardia dei saperi tradizionali e protezione della biodiversità delle comunità Ogiek di Mariashoni


 

Il progetto nasce da un intesa tra Mani Tese Kenya Branch, la ong kenyota NECOFA (Network for Ecofarming in Africa) e Ethnorêma.
Per tale progetto Ethnorêma ha chiesto un finanziamento alla Provincia Autonoma di Bolzano/Alto Adige.

Obiettivi:

Il progetto ha come obiettivo generale quello di  sostenere la comunità Ogiek di Mariashoni, attraverso la valorizzazione e il rafforzamento della cultura e dell’identità locale e favorendo lo sviluppo economico della popolazione, contribuendo in questo modo alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità del territorio.

Obiettivi specifici sono invece: 

1. Avvio della documentazione della cultura e dei saperi della comunità di Mariashoni;

2. Sviluppo di attività generatrici di reddito, in particolare l’apicoltura e l’attività vivaistica con l’organizzazione di tre vivai;

3. Organizzazione in 4 scuole della comunità di un club di piccoli forestali e di un orto botanico.

Destinatari:

Beneficiari indiretti del progetto saranno tutti i 13.000 membri della comunità Ogiek di Mariashoni, mentre beneficiari diretti saranno 141 membri delle Community Forest Associations (CFA) , 200 apicoltori, 200 studenti e 50 persone che beneficeranno dei corsi di formazione.

Località dell’intervento:

Località di Mariashoni, divisione amministrativa di Elbagon, distretto di Molo, contea di Nakuru, Kenya, Africa (vedi mappa sotto).

Altri enti coinvolti:

Il progetto è sostenuto dall’autorità del Governo del Kenya competente per gli interventi nella foresta - l’Interim Coordinating Secretariat – Mau Forest Complex and Other Water Towers -  dell’Ufficio del Primo Ministro, e dall’ufficio tecnico locale della Cooperazione Italiana - UTL di Nairobi. Si avvarrà inoltre della collaborazione di:

- Kenya Forestry Service (KFS) per l’attività di allestimento dei vivai e la riforestazione

- Ministero dell’Agricoltura per l’apicoltura

- Moi University – Facoltà di antropologia, dipartimento di linguistica e documentazione

- Maendeleo Endelevu Action Programme (MEAP) nelle azioni di animazione comunitaria e capacity building.

Durata del progetto:

Il progetto ha durata di un anno dal momento dell’ottenimento del finanziamento.

Contesto socio-economico e culturale

Il progetto si svolgerà nella località amministrativa di Mariashoni che ha un’estensione di circa 1.589 kmq e una popolazione di circa 13.000 persone, appartenenti al gruppo etnico minoritario degli Ogiek. Mariashoni fa parte della divisione amministrativa di Elbagon, nel distretto di Molo, nella contea di Nakuru. La località (“location” è il termine amministrativo locale) di Mariashoni e composta da 3 sub location: 

• Kitpunga, 1493 kmq, gran parte di foresta, con una densità di 27 abitanti per kmq;

• Kitiro, 44,6 kmq, il maggior centro amministrativo e commerciale, con una densità di 106 abitanti  per kmq;

• Ndoswa, 51,4 kmq, con una densità di 51,4 abitanti per kmq.

Mariashoni è collocata a oltre 2.000 metri sul livello del mare,  a cavallo tra la foresta Mau originaria e le terre rese disponibili da politiche speculative dei passati governi del paese, per insediamenti di popolazione provenienti da altre regioni e per lo sfruttamento agricolo.

Tali politiche hanno avuto un forte impatto negativo sulla foresta, la cui estensione è stata ridotta in pochi anni di circa il 25%. Il complesso della Foresta Mau ha ora un’area di circa 273.300 ettari, con una riduzione di circa 100.000 ettari nel corso degli ultimi 15 anni; tuttavia rimane uno dei più importanti complessi forestali di montagna dell’Africa e rappresenta il più grande bacino imbrifero del paese. Dalla Foresta Mau hanno origine almeno 12 corsi d’acqua principali che alimentano 6 laghi, tra cui il lago Vittoria, il più grande del continente africano. Dall’acqua immagazzinata dalla foresta e dai fiumi da questa originati dipendono la vita e la sopravvivenza di circa 30 milioni di persone, in Kenya e nei paesi vicini. Il degrado della foresta ha avuto ovviamente un impatto drammatico, accelerando i processi di cambiamento climatico, di erosione del territorio e di desertificazione.

Tali politiche, e la conseguente riduzione e degrado della foresta, hanno avuto un impatto particolarmente negativo sugli Ogiek, la popolazione autoctona della foresta, ridotta ora a poche decine di migliaia di persone, che si sono visti praticamente espulsi dal proprio territorio, hanno avuto ridotte le proprie fonti di sussistenza, legate alla raccolta e alla caccia, e si sono trovati esposti a influssi esterni in una posizione di estrema debolezza.

Però, dal 2005, con l’adozione del New Forest Act e con la promulgazione, nel 2010, della nuova Costituzione, il governo del Kenya ha intrapreso una politica di salvaguardia e recupero del complesso della Foresta Mau.

Il New Forest Act e la nuova costituzione garantiscono anche i diritti degli Ogiek a vivere nella foresta contribuendo alla gestione delle sue risorse e traendone le proprie fonti di sussistenza. Infatti, la nuova politica del governo keniano riconosce il diritto ad organizzazioni della società civile, come i WRUA (Water Resources User Association) e i CFA (Community Forest Association) di gestire in modo sostenibile e su base comunitaria queste vitali risorse naturali.

Problemi e bisogni della realtà in cui si interviene

Rispetto al New Forest Act e alla nuova costituzione gli Ogiek, però, partono svantaggiati perché risentono della marginalizzazione e dell’esclusione sociale determinata dalle politiche precedenti, condizioni sfavorevoli che la comunità di Mariashoni ha ben individuato nel corso di un rilevamento partecipato dei bisogni (PRA Participatory Rural Appraisal) che è alla base di questo progetto.

Nel corso del PRA sono state, infatti, messe in evidenza in modo chiaro le interconnessioni tra i problemi della comunità (alto tasso di abbandono scolastico e di analfabetismo, di disoccupazione soprattutto giovanile, di disparità di genere, di alcolismo; basso tasto di organizzazione comunitaria; incapacità ad affrontare le nuove sfide, poste dal nuovo corso delle politiche governative che garantisce loro diritti che non sono in grado di far valere) e la perdita di identità dovuta alla perdita dell’ambiente, e dei mezzi di sussistenza che offriva, e dei saperi tradizionali, compresa la lingua.

Per questo si è disegnato un programma d’intervento, di cui questo progetto fa parte, che avesse un impatto globale, tenendo in considerazione contemporaneamente l’identità, l’ambiente e lo sviluppo economico compatibile e sostenibile.

Gli Ogiek, infatti, non sono sconosciuti né al mondo degli antropologi né al mondo degli attori di sviluppo ma interventi settoriali e occasionali hanno dato risultati effimeri per la comunità.

La comunità di Mariashoni non è mai stata beneficiaria di nessun intervento strutturato.

Ruolo specifico di Ethnorêma

Ethnorêma, organismo proponente il progetto, è responsabile del coordinamento complessivo del progetto. Inoltre avrà compiti specifici con riferimento all’obiettivo specifico numero 1 del progetto e in questo quadro garantirà, tramite gli esperti che fanno parte o collaborano con l’associazione, supporto tecnico-scientifico sia per l’attività di documentazione della cultura materiale che per quella del patrimonio culturale immateriale; il contatto con il mondo dell’antropologia in Italia.

Si occuperà inoltre dell’identificazione di stagisti e/o dottorandi e/o specialisti da coinvolgere nel lavoro di campo e di ricerca, raccolta dati e documentazione; dello svolgimento di attività informative sul progetto e sui suoi protagonisti, gli Ogiek di Mariashoni, sul territorio della provincia di Bolzano anche tramite la collaborazione di altre associazioni e istituzioni  locali interessate alla documentazione etnolinguistica. Infine pubblicherà il materiale ritenuto di suo interesse sulla rivista dell’associazione, in modo da portarlo a conoscenza degli specialisti del campo. 

Nello specifico, riguardo l’obiettivo per l’avvio della documentazione della cultura e e dei saperi della comunità di Mariashoni, sono previste due azioni :

1.1. Raccolta di racconti e immagini sulla cultura materiale e immateriale degli Ogiek di Mariashoni

Sarà facilitato il soggiorno presso la comunità di studenti e /o esperti italiani e/o kenyani che raccoglieranno racconti sulle attività quotidiane (la caccia, la raccolta del miele, le erbe della foresta, il cibo, le relazioni familiari, l’educazione, …) e sulla storia recente della comunità oltre a  immagini della vita, delle attività e dell’ambiente.

Sarà anche raccolto materiale linguistico, al cui studio si spera di interessare qualche specialista italiano o kenyano.

Nel corso di questo progetto il materiale raccolto servirà per l’informazione, attraverso i canali dei partner del progetto, e in particolare dell’organismo proponente Ethnorêma, sulla cui rivista sarà in parte pubblicato. Servirà inoltre per attività informative sul territorio della provincia di Bolzano e per una presentazione in uno spazio della comunità Ogiek.

In una fase successiva il materiale sarà restituito alla comunità sotto forma di una pubblicazione e/o di un documentario. 

1.2. Formazione all’uso degli strumenti e delle tecniche di documentazione e comunicazione

Si organizzerà un seminario teorico – pratico di due settimane con un esperto per 15 giovani, selezionati in base alla scolarità, all’interesse e ad un minimo di capacità già acquisite, su come filmare, fotografare, raccogliere racconti e storie e altro materiale utile a documentare ad avere dati che successivamente potranno essere rielaborati sulla vita e la cultura Ogiek. Saranno a disposizione un computer portatile con stampante, una macchina fotografica digitale e una semplice video camera. Gli strumenti, dopo la formazione, resteranno in gestione a NECOFA che li affiderà, di volta in volta, ai giovani che hanno seguito il seminario, nel momento in cui sarà loro richiesto un lavoro da realizzare oppure quando saranno loro a fare una proposta su una specifica attività o situazione da documentare o una ricerca da condurre. Le foto verranno utilizzate per eventuali pubblicazioni e per essere postate sui siti, così come i racconti e i video.

Uno dei temi del seminario sarà l’uso di internet per comunicare con il mondo e promuovere la conoscenza delle proprie attività, attraverso blog e social network; a questo scopo verrà fornito per il computer citato un collegamento internet pagato per 8 mesi.

Nel giugno 2012 la Provincia Autonoma di Bolzano/Alto Adige ha concesso un finanziamento per questo progetto. A seguito di questo finanziamento è stata siglata una convenzione tra Ethnorêma e la Provincia di Bolzano (convenzione n. 69/1.1 del 04.07.2012).

I lavori di riforestazione e sostegno all’apicoltura sono nel frattempo iniziati (estate 2012) e per l’occasione è stata fatta una speciale cerimonia, in cui si è evidenziato, anche attraverso delle targhe poste in loco, il ruolo di Ethnorêma, della Provincia di Bolzano e degli altri soggetti coinvolti nel progetto.

 

(aggiornamento: ottobre 2012)

ANNO 2013

Il progetto si è felicemente concluso nel 2013. A dicembre del 2013 si è svolta una mostra fotografica e una conferenza presso l'Università di Bolzano per presentare i risultati del progetto. L'evento, dal titolo "Sviluppo e Tradizione. Protezione della biodiversità e salvaguardia dell'identità linguistica e culturale degli Ogiek del Kenya". Hanno partecipato: Massimo Tagliavini e Giustino Tonon (Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano), Silvia Dal Negro (Centro Competenze Lingue della Libera Università di Bolzano), Bruna Sironi (Manitese - Kenya), Samuel Karanja Muhunyu (NECOFA - Kenya), Ilaria Micheli (Università di Trieste), Moreno Vergari (Ethnorêma), personale della Provincia Autonoma di Bolzano - Cooperazione allo Sviluppo e Maria Pennacchio, curatrice della mostra fotografica.

 

Programma di sviluppo per il rafforzamento identitario della comunità Ogiek

 

Nel 2015 un nuovo progetto a favore della comunità Ogiek del Kenya è stato presentato e accettato alla Provincia Autonoma di Bolzano/Alto Adige, che ha concesso un nuovo finanziamento (convenzione n. 501/1. 1 del 9.07. 2015). ll progetto vede coinvolte la ong keniota NECOFA (Network for Ecofarming in Africa) e Ethnorêma.

Obiettivo generale:

Sostenere il processo di rafforzamento dell’identità comunitaria e il miglioramento delle condizioni economiche e della qualità della vita della comunità degli Ogiek di Mariashoni, Kenya 

Obiettivi specifici :

- Introdurre elementi culturali specifici della comunità nell’educazione formale, e in particolare nelle scuole primarie di Mariashoni

- Sviluppare attività generatrici di reddito compatibili con l’ambiente della foresta e la cultura materiale della comunità Ogiek, coinvolgendo 500 beneficiari

- Divulgare la metodologia di approccio allo sviluppo comunitario utilizzato e quanto realizzato durante l’intervento

Azioni:

1 - Preparazione di una raccolta di racconti (raccolti in un intervento precedente pure cofinanziato dalla Provincia di Bolzano) da introdurre come libro di lettura nelle scuole primarie di Mariashoni.

 2 - Formazione degli insegnanti di Mariashoni all’uso ottimale dello strumento e consegna dei testi alla comunità

3 - Introduzione della lavorazione e della commercializzazione della cera derivata dall’apicoltura, attività tradizionale e sviluppata in un precedente progetto, pure finanziato dalla Provincia di Bolzano

4 – Studio di alcune erbe della foresta usate tradizionalmente dagli Ogiek nella cucina; raccolta e diffusione di alcune semplici ricette

5 - Valorizzazione della lana prodotta localmente negli allevamenti di pecore di una razza autoctona: formazione alla tosatura, pulitura, filatura e tessitura

6 - Reintroduzione della coltivazione del piretro, in collaborazione con il locale dipartimento del ministero dell’agricoltura

7 - Preparazione di un dossier, in formato elettronico, sulle buone pratiche utilizzate a Mariashoni da Necofa e dai suoi partner a supporto dello sviluppo comunitario

Settore d’intervento:

educazione, sviluppo sociale ed economico, tutela delle minoranze

Destinatari:

Ogiek, gruppo etnico minoritario; circa 13.000 persone residenti nella località di Mariashoni.

Partner locale:

NECOFA Kenya (Network for Ecofarming in Africa; Kenyan Branch)

 

NEWS Una grande vittoria per la comunità Ogiek!

GLI OGIEK VINCONO LA BATTAGLIA PER LA TERRA

30 maggio 2017

Il verdetto è stato emesso venerdì 26 maggio dalla Corte africana per i diritti dell’uomo e dei popoli, voluta dall’allora Organizzazione dell’unità africana che ne ha adottato il protocollo istitutivo nel 1998 a Ouagadougou, in Burkina Faso. La Corte, che ha sede ad Arusha, in Tanzania, è entrata in funzione nel 2006.

Gli Ogiek, un gruppo minoritario di circa 35.000 persone, sono gli abitanti autoctoni della foresta Mau, la più importante foresta pluviale di montagna dell’Africa dell’Est e il più rilevante bacino imbrifero (idrografico) del Kenya. Gli Ogiek, la cui economia si basa tradizionalmente sulla caccia e la raccolta dei prodotti del proprio territorio, in particolare del miele, sono stati più volte minacciati di essere cacciati dalle loro terre con il pretesto di difendere l’ecosistema della foresta che altri hanno invece devastato e continuano a devastare per il commercio del legname e l’agrobusiness – attività nelle mani di importanti famiglie keniane, tra cui quelle dell’ex presidente Moi e dell’attuale presidente Kenyatta - e per l’insediamento di altri gruppi etnici a scopi politici ed elettorali. L’ultima lottizzazione, che ha interessato il 20% del territorio della foresta Mau, risale agli anni novanta, sotto il regime di Daniel arap Moi.

Il caso su cui il Tribunale di Arusha ha emesso la sua sentenza risale al 2007, quando gli Ogiek cominciarono la battaglia legale presso le autorità competenti del Kenya per avere i titoli di proprietà della loro terra, in questo sostenuti da una ong locale, l’Ogiek Peoples Development Programme (Opdp) che li ha accompagnati nel lungo e complicato processo legale fino all’attuale vittoria. In risposta alla richiesta dei titoli di proprietà, nel 2009 arrivò l’ordine di sfratto che avrebbe dovuto diventare esecutivo in due settimane. Glo Ogiek ricorsero allora alla Commissione africana per i diritti dell’uomo e dei popoli, che ha sede in Gambia e lavora in base alla Carta africana per i diritti dell’uomo e dei popoli, di cui il Kenya è firmatario. La Commissione prima bloccò l’ordine di espulsione e poi presentò il caso alla corte di Arusha.

Nella sentenza la Corte stabilisce che il governo di Nairobi ha violato ben sette articoli della Carta e ha riconosciuto i diritti degli Ogiek sulla loro terra e il loro ruolo fondamentale nella protezione della foresta. Ha anche riconosciuto il loro diritto a condurre le attività economiche tradizionali, in linea con la protezione dell’ecosistema della foresta Mau. Il governo di Nairobi ha dichiarato di accettare la decisione del tribunale. Ora gli Ogiek hanno due mesi di tempo per presentare al governo le richieste dettagliate basate sulla sentenza. Il governo ha sei mesi per prendere i provvedimenti necessari a soddisfarle.

Al momento della lettura del verdetto, l’aula del tribunale di Arusha era affollatissima, perché la decisione del tribunale avrebbe fatto storia, come ha dichiarato Muthoni Wanyeki, direttrice regionale di Amnesty International. La sentenza, infatti, dà speranza a tutti gli altri popoli indigeni del continente, costantemente espulsi dalle loro terre.  

Alla seduta della Corte erano presenti 75 Ogiek vestiti con i loro abiti tradizionali che hanno festeggiato con danze e canti. La redazione di Nigrizia celebra con loro la significativa vittoria, avendo segnalato diverse volte i soprusi cui gli Ogiek erano sottoposti. L’ultima con un servizio sul numero di aprile della rivista.

Ogiek film: GIANT OF THE MAU FOREST Can an old folktale save the wildlife and trees of Kenya's Mau Forest?

 

NEWS Intervista a Bruna Sironi (Ethnorêma, Kenya) su SBS Radio (Sidney, Australia)

NUOVO KENYA, VECCHIO KENYA

Scontri e proteste violente hanno seguito le votazioni di martedì per le elezioni presidenziali in Kenya. Per capire meglio quale sia il clima nel paese, Jolanda Pupillo ha raggiunto a Nairobi Bruna Sironi, dell'associazione Ethnorema, parlando anche dei progetti a favore degli Ogiek.

11 agosto 2017

Ascolta l'intervista: http://www.sbs.com.au/yourlanguage/italian/it/content/new-kenya-old-kenya?language=it


NEWS Ethnorêma presente alla Giornata della cooperazione allo sviluppo 2017

24 ottobre 2017

Quest’anno la Giornata della Cooperazione allo sviluppo organizzata dall’Ufficio Affari di gabinetto in collaborazione con le organizzazioni del territorio si intitola “Land grabbing. Le terre rapinate nel Sud globale” ed è prevista per martedì, 24 ottobre presso l’Eurac a Bolzano. Nel mondo e in particolare nei paesi del Sud globale, è in atto una grande e incontrollata corsa all’accaparramento della terra, una risorsa sempre più limitata del nostro Pianeta.

Sempre più spesso i piccoli contadini e agricoltori perdono la loro unica fonte di sussistenza mentre le monocolture distruggono un prezioso e unico paesaggio naturale e culturale. A guadagnarci sono in pochi: i regimi corrotti e le grandi multinazionali.

Particolarmente interessanti saranno i temi affrontati durante la conferenza internazionale con inizio alle ore 18.15, alla quale porterà i saluti anche il Presidente della Provincia, Arno Kompatscher. In quali condizioni e con quali possibilità di successo i piccoli agricoltori del Camerun lottano per la loro terra? Quale impatto ha il nostro comportamento di consumo nell’ambito del fenomeno dell’accaparramento delle terre? E quale ruolo svolge la cooperazione allo sviluppo? Queste le domande a cui si cercherà di dare risposta discutendo con relatori e relatrici esperti/e del settore provenienti dall’Italia e dall’estero nell’ambito di incontri con studenti e studentesse, organizzazioni attive nella cooperazione internazionale e con il pubblico interessato.

Ulteriori informazioni: Ufficio Affari di gabinetto, cooperazione allo sviluppo  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Tel. 0471 412034.

Programma:

8:00 - 12.45

„LANDRAUB“ Film, workshop e discussione sul tema dell’accaparramento delle terre con studenti e studentesse delle scuole superiori e professionali.
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Viene affrontato il tema dell’accaparramento delle terre dal punto di vista del contesto generale, dei dati, dei diversi punti di vista e delle possibili soluzioni. Dopo la visione del film “Landraub” sulla situazione a livello globale, Nasako Besingi dal Camerun, direttamente coinvolto dal fenomeno dell’accaparramento delle terre, racconta la sua esperienza e la sua vita da attivista; da anni si impegna in Camerun per un’opposizione non violenta contro l’industria multinazionale dell’olio di palma.
In un workshop e in un gioco di ruoli i/le partecipanti approfondiranno la complessità della tematica in piccoli gruppi moderati dai/dalle seguenti esperti/e: Oliver Schönweger (GIZ, cooperazione tecnica tedesca in Etiopia), Annalisa Mauro (International Land Coalition), Matthäus Kircher (oew), Nicole Pozzi (youngCaritas), Verena Gschnell (oew).

14.30 - 17.30

Storytelling: Storie dalla cooperazione allo sviluppo

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Ogni progetto di cooperazione ha la sua storia! Un inizio importante, un partner decisivo, un percorso con obiettivi e ostacoli, un cambiamento visibile e una esperienza dalla quale imparare. Durante la Giornata della cooperazione, cinque organizzazioni racconteranno in modo avvincente progetti di cooperazione realizzati nel sud del mondo in modo che altre organizzazioni e interessati possano imparare dalle esperienze condivise.

I progetti saranno presentati da:
Ufficio Affari di gabinetto – cooperazione allo sviluppo, Caritas, Ethnorêma, Oxfam, Associazione Beppe e Rossana Mantovan.

La partecipazione è gratuita.
E’ gradita l’iscrizione entro il 24.10.2017
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 0471 412130 

18.15-20.15

Conferenza internazionale

Partecipano
Arno Kompatscher, Presidente della Provincia, competente per la cooperazione internazionale della Provincia.
Nasako Besingi, attivista del Camerun che lotta contro l’accaparramento di terre.
Annalisa Mauro, rappresentante della International Land Coalition, un’organizzazione che promuove l’accesso sicuro alle
terre.
Oliver Schönweger, sudtirolese, lavora per conto della cooperazione tedesca GIZ come consulente del governo etiope per
promuovere investimenti agrari sostenibili e per tutelare i diritti territoriali.
Luca Palagi, CTM Altromercato, un’organizzazione che si batte per la tutela di piccoli coltivatori e coltivatrici tramite il commercio equo e solidale.
Michele Klaus Vollaro, inviato della Rivista “Africa e Affari”.
Moderazione: Matthias Abram



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